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Pubblicato il 28 agosto 2026

Cantone Vaud

Il Cantone Vaud ha introdotto un obbligo di autorizzazione per cambiare la destinazione d’uso degli alloggi che prima erano dati in locazione e ora vengono proposti su Airbnb per più di 90 giorni all’anno. Per sostenere l’attuazione di questa misura, nell’ambito di un mandato di prestazioni il Cantone mette a disposizione dei Comuni un sistema di monitoraggio e analisi degli affitti di breve durata sviluppato da un partner esterno e adeguato alle specificità del territorio e della regolamentazione locale.

Kanton Waadt

Cosa ha spinto il Cantone Vaud ad attivarsi?

Se la diversità di luoghi e paesaggi conferisce al Cantone Vaud un’attrattiva particolare, per questo stesso motivo il mercato dell’alloggio è messo a dura prova e registra una situazione di penuria di oggetti locativi dai primi anni 2000. Da qualche tempo, questa tendenza è accentuata dalla possibilità di proporre, sulle piattaforme online, i cosiddetti «affitti brevi».

Quali misure ha adottato il Cantone?

Consapevole di questa problematica il Consiglio di Stato riconosce però alle piattaforme online  alcuni meriti, fra cui quello di aumentare l’offerta di alloggi e stimolare così il potenziale turistico ancora latente. Il Cantone, pertanto, non intende frenare questi sviluppi, che rispondono a una domanda effettiva, quanto piuttosto fornire un quadro di riferimento per evitare che le piattaforme come Airbnb proliferino e sottraggano al mercato dell’affitto regolare ulteriori alloggi.

La legge cantonale del 31 maggio 2005 sull’esercizio delle attività economiche (LEAE) e il regolamento di attuazione della legge cantonale del 10 maggio 2016 sulla conservazione e la promozione del parco locativo (RLPPPL) sono stati integrati da disposizioni che disciplinano le attività delle piattaforme di affitto come Airbnb.

Le direttive relative al mantenimento del parco locativo riguardano soltanto gli alloggi che erano compresi già in precedenza nel parco locativo regolare e che sono ubicati in distretti in cui vi è penuria di alloggi ai sensi della definizione giuridica (tasso di alloggi sfitti inferiore all’1,5 % ripartito su 3 anni). La LEAE si applica invece a tutti gli attori, siano essi proprietari o locatari, che si avvalgono delle piattaforme di affitto, a prescindere dalla posizione dell’oggetto e dalla durata dell’offerta.

Le nuove disposizioni, entrate in vigore il 1° luglio 2022, contemplano diverse misure.

Primi effetti dall’adozione delle misure

I Comuni del Cantone Vaud fungono da autorità di vigilanza e controllano il rispetto delle esigenze legali sia per quanto riguarda il mantenimento del parco locativo esistente, sia per quanto concerne il settore paralberghiero.

Nel 2025 il Governo cantonale ha consultato i Comuni e i distretti per sapere come garantiscono il rispetto delle regole riguardanti gli affitti brevi proposti sulle piattaforme. Ne risulta che, a fronte di molti progetti per il controllo delle attività già attuati, alcuni Comuni non hanno invece ancora istituito un sistema di vigilanza, in primis per mancanza di risorse.